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Mediazione Familiare

La mediazione familiare è uno strumento a disposizione della coppia in crisi, coniugata o meno. Utile soprattutto quando ci sono figli minori, aiuta nella costruzione di una nuova identità familiare.
Il mediatore aiuta i genitori a comprendere la differenza tra coppia affettiva e coppia genitoriale, e che la famiglia continua, seppure in una forma diversa. Partendo da questa comprensione è possibile dedicarsi alla elaborazione di accordi cuciti su misura sulla storia e sulle esigenze di ogni singola famiglia, andando a riorganizzare i compiti genitoriali, a disciplinare entità e forma del mantenimento dei figli, prendendo decisioni sul patrimonio famigliare.
Un primo incontro conoscitivo è necessario per comprendere il funzionamento del percorso e l’idoneità del caso portato ad essere trattato in mediazione. Alla sua conclusione la coppia deciderà se proseguirlo o meno, decidendo quali sono gli aspetti da regolare. Una mediazione familiare può durare dai cinque ai dodici incontri, a seconda delle questioni da trattare e dal grado di complessità della separazione. Si conclude con un accordo scritto, che può diventare la base di una separazione consensuale oppure di un accordo di divorzio o di modifica di accordi già presi oppure, ancora, di regolamentazione della separazione della coppia di fatto.
Destinatari
La mediazione familiare è utile alle coppie coniugate, unite civilmente o conviventi, che siano o meno presenti dei figli e che stanno maturando la decisione di separarsi o divorziare o modificare regolamentazioni già esistenti. Le situazioni di crisi alimentano la conflittualità e le difficoltà di comunicazione. Il mediatore può aiutare la coppia a riaprire un dialogo e a trovare degli accordi soddisfacenti per tutte le persone coinvolte.
Costi
Il costo degli incontri è calcolato con la coppia sulla base del decreto 151/2023 in materia di mediazione familiare. Il costo del primo incontro viene scomputato dal totale in caso di avvio effettivo della mediazione familiare.
Gruppi di parola per figli di genitori separati

I Gruppi di Parola (GdP) per figli di genitori separati sono incontri destinati a bambini ed adolescenti, finalizzati ad offrire uno spazio sicuro in cui esprimere in libertà loro stessi.
Al centro degli incontri c’è lo scambio di esperienze la condivisione con ragazzi e ragazze che stanno attraversando l’esperienza della separazione e del divorzio dei propri genitori. Il gruppo dei pari facilita l’ espressione dei propri sentimenti come la condivisione di paure, dubbi e speranze.
Il conduttore agevola il dialogo, anche servendosi di strumenti quali il disegno, la scrittura e
Un primo incontro conoscitivo è necessario per comprendere il funzionamento del percorso e l’idoneità del caso portato ad essere trattato in mediazione. Alla sua conclusione la coppia deciderà se proseguirlo o meno, decidendo quali sono gli aspetti da regolare. Una mediazione familiare può durare dai cinque ai dodici incontri, a seconda delle questioni da trattare e dal grado di complessità della separazione. Si conclude con un accordo scritto, che può diventare la base di una separazione consensuale oppure di un accordo di divorzio o di modifica di accordi già presi oppure, ancora, di regolamentazione della separazione della coppia di fatto.
Come funziona?
Perché il bambino o la bambina possa partecipare è necessario il consenso di entrambi i genitori.
Prima dell’avvio del Gruppo, tutti i genitori sono invitati ad un incontro di presentazione del GdP (un’ora circa) allo scopo è di favorire la conoscenza reciproca e l’informazione chiara sul percorso che verrà intrapreso.
Il Gruppo di Parola ha una durata di quattro incontri e si conclude con una restituzione ai genitori riguardo al lavoro fatto, così creando un’occasione di scambio con i figli e con il conduttore.
Alla fine dei vari incontri, i genitori possono chiedere un ulteriore colloquio di approfondimento in merito alla qualità di partecipazione al gruppo da parte del figlio.
I conduttori
Il contesto familiare, data la complessità dei rapporti e l’alto contenuto emozionale delle relazioni che lo caratterizzano, è spesso produttivo di conflitti di difficile risoluzione.
Eventi quali l’apertura della successione di un congiunto, la malattia di un genitore, reali o percepite sperequazioni da parte di genitori che accendono dissidi tra fratelli, la disabilità psicofisica di un familiare sono solo alcuni dei casi in grado di generare disarmonia e vere e proprie guerre familiari. Il mediatore può, in questi casi, mettere a disposizione un contesto protetto nel quale le persone coinvolte possono trovare ascolto e dare voce alla loro fragilità.
Inoltre, la mediazione dei conflitti si è rivelata particolarmente utile anche nei casi di affidamento familiare ed adozione, permettendo nel primi un dialogo e una comprensione tra famiglia di origine e famiglia affidataria e favorendo nel secondo, soprattutto nel post adozione , un vero confronto sui reali bisogni del bambino adottato.
Mediazione
nella Famiglia

Mediazione nei
luoghi di lavoro

La conflittualità è un fenomeno fisiologico ai rapporti umani e alla dimensione gruppale.
Quando non correttamente gestita o evitata genera stress e ansia (stress da lavoro correlato), non solo tra le parti direttamente coinvolte ma nell’ambiente lavorativo nella sua totalità, , condizionando la fluidità dei rapporti e abbassando il rendimento aziendale.
I nostri mediatori offrono interventi ad hoc nei contesti lavorativi sia attraverso attività di formazione alla gestione costruttiva dei conflitti e al dialogo efficace, che per mezzo di vere e proprie mediazioni tra le parti coinvolte in un conflitto attuale.
