Destinatari

La mediazione familiare è utile alle coppie coniugate, unite civilmente o conviventi, che siano o meno presenti dei figli e che stanno maturando la decisione di separarsi o divorziare o modificare regolamentazioni già esistenti. Le situazioni di crisi alimentano la conflittualità e le difficoltà di comunicazione. Il mediatore può aiutare la coppia a riaprire un dialogo e a trovare degli accordi soddisfacenti per tutte le persone coinvolte.

Costi

Il costo degli incontri è calcolato con la coppia sulla base del decreto 151/2023 in materia di mediazione familiare. Il costo del primo incontro viene scomputato dal totale in caso di avvio effettivo della mediazione familiare.

Perché il bambino o la bambina possa partecipare è necessario il consenso di entrambi i genitori.

Prima dell’avvio del Gruppo, tutti i genitori sono invitati ad un incontro di presentazione del GdP (un’ora circa) allo scopo è di favorire la conoscenza reciproca e l’informazione chiara sul percorso che verrà intrapreso.

Il Gruppo di Parola ha una durata di quattro incontri e si conclude con una restituzione ai genitori riguardo al lavoro fatto, così creando un’occasione di scambio con i figli e con il conduttore.
Alla fine dei vari incontri, i genitori possono chiedere un ulteriore colloquio di approfondimento in merito alla qualità di partecipazione al gruppo da parte del figlio.

I conduttori

Formazione

Le nostre conduttrici, Maria Dorinda Silvestri e Maria Alice Trombara, si sono formate secondo la metodica della Dott.ssa Marie Simon, psicologa e ricercatrice presso l'Università di Lione.

Metodo utilizzato

I conduttori si concentrano sulle esigenze dei bambini così come da essi percepite, con la consapevolezza che una separazione affrontata in maniera realistica può insegnare ai figli come confrontarsi con i problemi e i cambiamenti che la vita porta inevitabilmente con sé. Gli incontri danno l'opportunità ai minori di confrontarsi e relazionandosi con coetanei che stanno attraversando le stesse situazioni.

Il contesto familiare, data la complessità dei rapporti e l’alto contenuto emozionale delle relazioni che lo caratterizzano, è spesso produttivo di conflitti di difficile risoluzione.

Eventi quali l’apertura della successione di un congiunto, la malattia di un genitore, reali o percepite sperequazioni da parte di genitori che accendono dissidi tra fratelli, la disabilità psicofisica di un familiare sono solo alcuni dei casi in grado di generare disarmonia e vere e proprie guerre familiari. Il mediatore può, in questi casi, mettere a disposizione un contesto protetto nel quale le persone coinvolte possono trovare ascolto e dare voce alla loro fragilità.

 

Inoltre, la mediazione dei conflitti si è rivelata particolarmente utile anche nei casi di affidamento familiare ed adozione, permettendo nel primi un dialogo e una comprensione tra famiglia di origine e famiglia affidataria e favorendo nel secondo, soprattutto nel post adozione , un vero confronto sui reali bisogni del bambino adottato.

Mediazione nei 

luoghi di lavoro

La conflittualità è un fenomeno fisiologico ai rapporti umani e alla dimensione gruppale.

Quando non correttamente gestita o evitata genera stress e ansia (stress da lavoro correlato), non solo tra le parti direttamente coinvolte ma nell’ambiente lavorativo nella sua totalità, , condizionando la fluidità dei rapporti e abbassando il rendimento aziendale.

I nostri mediatori offrono interventi ad hoc nei contesti lavorativi sia attraverso attività di formazione alla gestione costruttiva dei conflitti e al dialogo efficace, che per mezzo di vere e proprie mediazioni tra le parti coinvolte in un conflitto attuale.